DDL PISCINE SUBITO: MAI PIÙ BAMBINI MORTI ANNEGATI

La Federazione Lega Diritti del Malato chiede al Parlamento e al Governo di trasformare immediatamente in legge le misure nazionali per la sicurezza delle piscine.

17 luglio 2026 – Federazione Lega Diritti del Malato


Un bambino che muore annegato in una piscina non è una tragica fatalità da archiviare. È, troppo spesso, una morte che si sarebbe potuta evitare.

Quando esistono misure capaci di ridurre concretamente il rischio, rinviare l’introduzione di regole nazionali chiare significa lasciare aperta una gravissima falla nella tutela della vita.

La Federazione Lega Diritti del Malato rivolge quindi un appello urgente al Parlamento:

APPROVARE SENZA ULTERIORI RITARDI IL DDL C.2576 “LEGGE QUADRO PER LA SALUTE E LA SICUREZZA NELLE PISCINE”

Il provvedimento è ancora in esame parlamentare ed è necessario per superare la frammentazione delle normative regionali e introdurre standard minimi di sicurezza omogenei in tutta Italia.

Il disegno di legge riguarda le piscine pubbliche, collettive e domestiche. Per quelle private prevede, tra le altre misure, dispositivi destinati a impedire l’accesso dei minori senza sorveglianza, dotazioni di soccorso, manutenzione, autocontrollo e verifiche.

Sono misure concrete che devono diventare obblighi effettivi, applicabili e controllabili, senza essere indebolite durante l’iter parlamentare.

«Non possiamo continuare a piangere bambini morti in pochi centimetri d’acqua e parlare ogni volta di fatalità.

Se una barriera, una copertura di sicurezza, una sorveglianza realmente attiva o una formazione tempestiva possono salvare anche una sola vita, la politica ha il dovere di agire adesso.

Chiediamo che il DDL piscine sia approvato subito, con norme chiare, controlli reali e tempi certi di applicazione.

La sicurezza dei bambini viene prima di ogni rinvio e di ogni interesse particolare».

Arch. Marco Gemelli
Presidente federale della Federazione Lega Diritti del Malato

I NUMERI NON CONSENTONO INDIFFERENZA

Secondo i dati dell’Osservatorio nazionale per la prevenzione degli annegamenti dell’Istituto Superiore di Sanità, riportati nel giugno 2026, nel biennio 2024-2025 in Italia sono stati registrati oltre 600 annegamenti.

Nel 23% dei casi le vittime erano bambini e giovani fino a 24 anni.

Secondo le indicazioni diffuse dall’Istituto Superiore di Sanità, in Italia muoiono mediamente ogni anno per annegamento 16 bambini tra 0 e 14 anni.

Un altro dato deve scuotere le coscienze: negli ultimi anni circa la metà degli annegamenti di bambini e ragazzi tra 1 e 14 anni è avvenuta nelle piscine, soprattutto in quelle domestiche.

I bambini più piccoli possono finire sott’acqua senza gridare e senza agitarsi. Bastano pochi istanti e anche pochi centimetri d’acqua possono provocare conseguenze fatali.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce l’annegamento una crisi di salute pubblica prevenibile. Tra le azioni efficaci indica le recinzioni delle piscine, il controllo dell’accesso all’acqua, la sorveglianza attiva, l’insegnamento del nuoto e della sicurezza acquatica e la capacità di intervenire tempestivamente.

LE RICHIESTE DELLA FEDERAZIONE LEGA DIRITTI DEL MALATO

  1. Approvazione urgente del DDL C.2576, con una rapida calendarizzazione dei lavori e un impegno pubblico e verificabile di Parlamento e Governo.

  2. Nessun arretramento sulle protezioni anti-annegamento per piscine domestiche, condominiali e delle strutture ricettive.

  3. Barriere o coperture di sicurezza certificate, capaci di impedire realmente l’accesso non sorvegliato dei bambini.

  4. Regole nazionali uniformi, controlli effettivi e sanzioni applicabili, perché la sicurezza di un bambino non può dipendere dalla Regione o dal Comune in cui vive.

  5. Adeguamento anche delle piscine esistenti, con tempi certi e sostegni mirati per le famiglie fragili e per le strutture chiamate a effettuare gli interventi.

  6. Sorveglianza qualificata e piani di emergenza nelle piscine aperte al pubblico o a uso collettivo, insieme a dispositivi di soccorso accessibili e personale adeguatamente formato.

  7. Educazione alla sicurezza in acqua fin dall’infanzia, attraverso la scuola, i pediatri, i consultori, i Comuni, le associazioni sportive e campagne nazionali permanenti.

  8. Un sistema pubblico nazionale di raccolta e analisi degli incidenti, per conoscere dove, come e perché avvengono gli annegamenti e intervenire sui rischi reali.

LA PREVENZIONE NON PUÒ ASPETTARE LA PROSSIMA TRAGEDIA

Una legge, da sola, non potrà mai sostituire la vigilanza di un adulto. Ma può rendere obbligatorie le protezioni, definire chiaramente le responsabilità, imporre controlli, promuovere la formazione e trasformare le buone pratiche in uno standard nazionale.

È esattamente ciò che la politica deve fare quando il rischio è conosciuto e le soluzioni esistono.

La Federazione Lega Diritti del Malato invita le associazioni dei pazienti, le organizzazioni dei consumatori, i pediatri, le società scientifiche, il mondo della scuola, dello sport, del turismo e del soccorso a sostenere pubblicamente questo appello.

MAI PIÙ BAMBINI MORTI ANNEGATI. IL DDL PISCINE DEVE DIVENTARE LEGGE SUBITO.

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INDICAZIONE SALVAVITA

Vicino all’acqua, un bambino piccolo deve essere sorvegliato continuamente da un adulto, senza telefoni o altre distrazioni e restando a distanza di braccio.

Braccioli e giochi gonfiabili non sostituiscono la vigilanza né i dispositivi di galleggiamento certificati.

In caso di emergenza chiamare immediatamente il 112 e iniziare le manovre di rianimazione se si è adeguatamente formati.


Federazione Lega Diritti del Malato
“La salute al centro di tutte le politiche.”
www.legadirittidelmalato.it

FONTI

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