Lombardia, 1.400 nuovi OSS e ASA: bene la formazione, ora servono assunzioni e più qualità dell’assistenza

La Federazione Lega Diritti del Malato accoglie positivamente l’investimento di Regione Lombardia per la formazione di circa 1.400 nuovi Operatori Socio Sanitari e Ausiliari Socio Assistenziali. Ma la formazione deve tradursi rapidamente in servizi migliori, personale stabile e più tempo dedicato alle persone fragili.

Quando si parla di sanità e assistenza, i numeri contano. Ma dietro ogni numero ci sono persone: anziani non autosufficienti, persone con disabilità, malati cronici, famiglie in difficoltà e lavoratori che ogni giorno garantiscono cura, presenza e dignità.

Regione Lombardia ha finanziato 60 progetti formativi per circa 1.400 persone destinate a conseguire la qualifica di Operatore Socio Sanitario, OSS, e Ausiliario Socio Assistenziale, ASA. Sono già stati avviati 57 corsi, diffusi in tutte le province lombarde: 26 dedicati alla formazione ASA e 31 alla formazione OSS.

Si tratta di un intervento importante, finanziato attraverso il Fondo Sociale Europeo Plus 2021-2027, nato per rispondere a una carenza che riguarda direttamente la qualità dell’assistenza. Le stime regionali avevano evidenziato il fabbisogno di oltre 1.400 ASA e più di 1.000 OSS nelle RSA e nelle strutture socio-sanitarie lombarde.

Un passo concreto, ma non basta formare: bisogna assumere

La Federazione Lega Diritti del Malato valuta positivamente questo investimento. Formare nuove figure qualificate significa offrire opportunità di lavoro a persone disoccupate, spesso donne e persone over 40, ma soprattutto rafforzare quei servizi che assistono ogni giorno i cittadini più fragili.

Tuttavia, la formazione da sola non può risolvere una criticità strutturale.

Perché il risultato sia reale, occorre che i nuovi OSS e ASA possano entrare rapidamente nei servizi, con contratti adeguati, condizioni di lavoro dignitose, percorsi di crescita professionale e organici capaci di garantire continuità assistenziale.

Un operatore in più non è soltanto una posizione lavorativa coperta. È più tempo per ascoltare un anziano, aiutare una persona non autosufficiente, prevenire un rischio, sostenere una famiglia, accompagnare un paziente nel momento di maggiore fragilità.

La qualità dell’assistenza passa dalle persone

Nelle RSA, nell’assistenza domiciliare, nei servizi per la disabilità e nei percorsi territoriali, OSS e ASA svolgono un ruolo essenziale. Sono spesso le figure più vicine alle persone assistite e alle loro famiglie.

Per questo la Federazione Lega Diritti del Malato ribadisce un principio semplice ma fondamentale: la qualità della sanità non si misura solo con le strutture, le tecnologie e i bilanci, ma anche con il tempo, la competenza e l’umanità garantiti a ogni persona assistita.

Gli investimenti devono quindi essere accompagnati da un monitoraggio trasparente:

  • quanti corsisti conseguiranno effettivamente la qualifica;
  • quanti saranno assunti entro tempi brevi;
  • in quali territori e servizi verranno inseriti;
  • quali effetti concreti si produrranno per pazienti, anziani e famiglie;
  • se i nuovi inserimenti saranno sufficienti a ridurre carichi di lavoro e criticità organizzative.

La proposta della Federazione Lega Diritti del Malato

La Federazione chiede a Regione Lombardia, ATS, ASST, RSA e gestori dei servizi socio-sanitari di lavorare insieme affinché questa opportunità produca risultati verificabili.

Servono assunzioni rapide, distribuite in modo equo nei territori; maggiore stabilità per gli operatori; formazione continua; tutela della salute e sicurezza di chi lavora nell’assistenza; coinvolgimento delle associazioni dei pazienti e delle famiglie nella valutazione della qualità dei servizi.

“Accogliamo con favore la formazione di nuovi OSS e ASA, figure indispensabili per il presente e il futuro dell’assistenza. Ora chiediamo che questo investimento diventi rapidamente presenza concreta accanto alle persone fragili, alle famiglie e agli anziani. La sanità territoriale si rafforza quando nessuno viene lasciato solo.”

Arch. Marco Gemelli, Presidente Federale della Federazione Lega Diritti del Malato

La salute deve restare al centro di tutte le politiche. E questo significa investire nelle persone che ogni giorno rendono possibile il diritto alla cura.


Federazione Lega Diritti del Malato
La salute al centro di tutte le politiche

Fonte: elaborazione della Federazione Lega Diritti del Malato su dati Regione Lombardia e notizie pubblicate da Il Sole 24 Ore.

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