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Sanità, dal 21 settembre nuove tariffe SSN: cosa cambia davvero per ticket, visite e protesi

La revisione riguarda 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale e 222 codici dell’assistenza protesica. Ma l’aumento della tariffa riconosciuta alla struttura non coincide automaticamente con quanto paga il cittadino.

Aggiornamento: 20 settembre 2026

Da lunedì 21 settembre 2026 entra in vigore il nuovo tariffario nazionale per una parte delle prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale.

Le percentuali diffuse in queste ore — fino al +52,5% per la diagnostica vascolare — sono importanti, ma devono essere interpretate correttamente: descrivono l’aumento medio delle tariffe riconosciute alle strutture sanitarie in determinate categorie, non un rincaro uguale e automatico del ticket per tutti i pazienti.

Il punto essenziale: tariffa SSN e ticket non sono la stessa cosa. La tariffa è il valore riconosciuto alla struttura pubblica o privata accreditata; il ticket è la quota eventualmente dovuta dal cittadino e dipende dalla somma delle prestazioni sulla ricetta, dal limite applicato nella Regione e dalle esenzioni personali.
448 prestazioni specialistiche aggiornate
222 codici della protesica aggiornati
+5,8% aumento medio delle tariffe interessate
Oltre 80% delle prestazioni resta invariato

Quali settori registrano gli aumenti medi maggiori

La schermata trasmessa da Rai News 24 mostra alcune delle variazioni medie più elevate. Il dato è riferito alla categoria o branca e non significa che ogni singola prestazione aumenti della stessa percentuale.

Categoria Variazione media Come interpretarla
Diagnostica vascolare +52,5% È la crescita media più alta, ma non equivale a un +52,5% sul ticket di ogni ecodoppler o esame vascolare.
Biopsie +16,8% L’impatto varia per codice; alcuni esami possono avvicinarsi o superare il tetto regionale del ticket.
Elettromiografia +13,3% Riguarda esami neurologici e neuromuscolari. Va controllato il codice effettivamente prescritto.
Prelievi +12,8% La percentuale è elevata perché il valore di partenza è basso: il prelievo venoso aumenta di 50 centesimi.
Riabilitazione +9% Particolare attenzione ai percorsi con più sedute e alle esenzioni collegate alla patologia o all’invalidità.
Ecocolordoppler +5,4% La variazione effettiva dipende dalla sede anatomica e dal relativo codice.
Medicina nucleare +4,5% Il valore riguarda la media della categoria, non ogni singolo esame.
Prime visite +4,4% Molte prime visite aumentano di circa un euro, con differenze tra specialità.
Altra diagnostica strumentale +3,8% Serve verificare il codice della prestazione indicato nella prescrizione.
Dialisi +3,6% L’aumento aggiorna la remunerazione del servizio; i diritti di esenzione non vengono cancellati.

Esempi concreti: vecchia e nuova tariffa

Prestazione Prima Dal 21 settembre Possibile effetto sul cittadino non esente
Prima visita cardiologica con elettrocardiogramma € 33,60 € 38,00 Dove il tetto ordinario è € 36,15, il pagamento massimo indicativo è € 36,15: aumento effettivo di € 2,55.
Agoaspirato della mammella € 31,25 € 36,50 Con tetto di € 36,15, il possibile aumento effettivo è € 4,90 e non € 5,25.
Molte prime visite specialistiche € 25,00 € 26,00 In assenza di esenzione e di altre prestazioni sulla ricetta, l’aumento è normalmente di € 1,00.
Prima visita oculistica € 25,80 € 26,80 Aumento di € 1,00, salvo esenzioni o differenti regole regionali.
Prima visita dermatologica o allergologica € 25,40 € 26,40 Aumento di € 1,00, salvo esenzioni o differenti regole regionali.
Prima visita otorinolaringoiatrica € 26,20 € 27,20 Aumento di € 1,00, salvo esenzioni o differenti regole regionali.
Spirometria semplice € 24,00 € 24,90 Aumento di € 0,90.
Elettrocardiogramma € 11,60 € 12,05 Aumento di € 0,45.
Prelievo venoso € 3,80 € 4,30 Aumento di € 0,50, che può essere assorbito se la ricetta raggiunge già il tetto regionale.

Gli esempi sul ticket presuppongono una Regione che applichi il tetto ordinario di € 36,15 per ricetta. Le regole territoriali devono sempre essere verificate presso il CUP o il portale sanitario regionale.

Che cosa non aumenta

Oltre otto prestazioni su dieci restano invariate. Tra gli esempi più comuni:

  • visita specialistica di controllo: € 17,90;
  • radiografia del torace: € 15,45;
  • ecografia dell’addome inferiore: € 37,80;
  • ecografia ginecologica: € 30,95;
  • densitometria ossea lombare o femorale: € 31,50;
  • principali esami di laboratorio, tra cui emocromo, glicemia, emoglobina glicata, colesterolo, trigliceridi, creatinina, TSH e VES.

Come si calcola davvero il ticket

Per una persona non esente, le tariffe delle prestazioni contenute nella ricetta vengono sommate fino al limite previsto dalla Regione. In molte Regioni il tetto ordinario è € 36,15 per ricetta.

Se il totale è inferiore, si paga il totale; se lo supera, si applica il limite regionale, fatte salve eventuali differenti disposizioni locali.

Esempio: se una ricetta raggiunge € 24, il ticket può essere € 24. Se il totale arriva a € 50, dove vale il tetto di € 36,15 il cittadino paga al massimo € 36,15. Per questo un aumento della tariffa può tradursi in un aumento pieno, parziale oppure nullo del ticket.

Le esenzioni restano valide. La revisione tariffaria non cancella le esenzioni per reddito, età e reddito, disoccupazione con i requisiti previsti, patologie croniche o rare, invalidità, gravidanza, screening e altre condizioni tutelate. Per le esenzioni legate a una patologia, la gratuità riguarda le prestazioni appropriate collegate a quella specifica condizione.

Che cosa cambia per protesi e ausili

Sono aggiornati 222 codici su 1.063 dell’assistenza protesica su misura, tra cui ortesi spinali, protesi per gli arti e alcuni ausili ottici.

Anche in questo caso si tratta anzitutto delle tariffe con cui il SSN remunera la fornitura, non dell’introduzione automatica di un nuovo pagamento per la persona con disabilità.

L’adeguamento può aiutare a rendere più sostenibile la produzione e la fornitura di dispositivi personalizzati, riducendo il rischio che alcuni operatori rinuncino a lavorare con il servizio pubblico.

Il beneficio sarà però reale soltanto se si tradurrà in maggiore disponibilità, tempi più brevi, qualità adeguata e nessuna richiesta impropria di integrazioni economiche.

Il vero impatto sul Servizio sanitario

La revisione comporta una spesa aggiuntiva stimata, a regime, di circa 210,7 milioni di euro l’anno: 183,1 milioni per la specialistica ambulatoriale e 27,6 milioni per la protesica. Nel 2026 l’impatto stimato è di circa 70 milioni.

Tariffe più realistiche possono sostenere le strutture accreditate e preservare l’offerta del Servizio sanitario nazionale.

Non esiste però un automatismo tra aumento dei rimborsi e riduzione delle liste d’attesa. Servono programmazione, volumi adeguati di prestazioni, personale, controlli e trasparenza.

Senza queste condizioni, il rischio è che i cittadini paghino qualcosa in più senza vedere un concreto miglioramento nell’accesso alle cure.

Che cosa devono fare i volontari LDM

  1. Non allarmare con la sola percentuale. Spiegare sempre la differenza tra tariffa della prestazione e ticket dovuto dal paziente.
  2. Chiedere Regione, data e codice della prestazione. Sono elementi indispensabili per verificare l’importo corretto.
  3. Controllare l’esenzione prima dell’appuntamento. Verificare che il codice sia presente e valido sulla prescrizione.
  4. Non far annullare una prenotazione già fissata. Se l’appuntamento è previsto dal 21 settembre in poi, chiedere al CUP l’importo aggiornato senza rifare automaticamente ricetta o prenotazione.
  5. Conservare ricetta, prenotazione e ricevuta. Se il ticket è stato pagato in anticipo, chiedere alla struttura se è previsto un conguaglio o un rimborso.
  6. Per protesi e ausili, verificare autorizzazione e fornitore. Ogni richiesta di somma aggiuntiva deve essere motivata per iscritto e confrontata con quanto autorizzato dalla ASL.
  7. Segnalare gli effetti concreti. Raccogliere casi di importi difformi, esenzioni non riconosciute, rinunce alle cure, richieste improprie, ritardi o rifiuti di prestazioni.
Attenzione alle persone fragili: chi deve effettuare controlli oncologici, dialisi, riabilitazione o esami ricorrenti non deve rinunciare alle cure per timore del costo. Prima di rinviare una prestazione, occorre verificare con CUP, ASL o volontari LDM la tariffa effettiva e l’eventuale diritto all’esenzione.

La posizione della Federazione

La Federazione Lega Diritti del Malato chiede che ogni Regione pubblichi informazioni semplici e verificabili sugli importi applicati dal 21 settembre, garantisca il corretto riconoscimento delle esenzioni e controlli che l’aggiornamento delle tariffe non diventi una nuova barriera economica.

Chiediamo inoltre un monitoraggio pubblico degli effetti su tempi d’attesa, disponibilità delle prestazioni, rinuncia alle cure e accesso a protesi e ausili.

L’obiettivo non può essere soltanto aggiornare i valori contabili: deve essere migliorare davvero l’accesso al Servizio sanitario nazionale.

«Nessun cittadino deve rinunciare a una visita, a un esame o a un ausilio perché non ha ricevuto un’informazione chiara sui propri diritti. I volontari LDM saranno al fianco delle persone per verificare esenzioni, importi e percorsi di tutela.»

Fonti e approfondimenti

Federazione Lega Diritti del Malato La salute delle persone al centro di tutte le politiche
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