Federazione Lega Diritti del Malato

Ustica: la verità non può essere archiviata

Nel 46° anniversario della strage, la Federazione esprime vicinanza ai familiari delle 81 vittime e chiede che la ricerca della verità prosegua fino in fondo.

27 giugno 2026 – A quarantasei anni dalla strage di Ustica, nella quale persero la vita 81 persone a bordo del DC-9 Itavia partito da Bologna e diretto a Palermo, la Federazione Lega Diritti del Malato esprime con fermezza la propria contrarietà alla richiesta di archiviazione dell’ultima inchiesta ancora aperta.

Non esiste alcuna archiviazione definitiva. La richiesta della Procura di Roma è tuttora al vaglio del Giudice per le indagini preliminari e la decisione è attesa non prima di settembre 2026.

La Federazione ritiene che, davanti a una tragedia che ha segnato profondamente la storia della Repubblica, non possa prevalere la rassegnazione. La ricerca della verità non è soltanto una questione giudiziaria: è un dovere civile, umano e democratico verso le vittime, i loro familiari e l’intero Paese.

Una richiesta di archiviazione non deve trasformarsi nell’archiviazione della memoria, delle domande ancora aperte e del diritto delle famiglie a conoscere fino in fondo la verità.

Una ferita che appartiene a tutti

La Federazione Lega Diritti del Malato è vicina all’Associazione dei Parenti delle Vittime della Strage di Ustica, che attraverso i propri legali ha chiesto di non chiudere le indagini, evidenziando la necessità di approfondire gli elementi ancora irrisolti.

Chiedere che gli accertamenti proseguano non significa invocare verità costruite, accuse senza prove o processi mediatici. Significa chiedere che ogni documento utile, ogni possibile testimonianza e ogni collaborazione internazionale siano ricercati e verificati con rigore, trasparenza e rispetto dell’autonomia della magistratura.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel messaggio diffuso nel 46° anniversario della strage, ha ricordato che ricomporre quanto avvenne nel Mar Tirreno il 27 giugno 1980 rimane un “dovere irrinunciabile”. Una posizione che la Federazione condivide pienamente.

Le dichiarazioni della Federazione

“Non chiediamo sentenze anticipate e non intendiamo sostituirci alla magistratura. Chiediamo però che non si confonda la difficoltà di arrivare alla verità con l’impossibilità di cercarla. Quando restano interrogativi così gravi, fermarsi rischia di trasformare il silenzio in una risposta istituzionale.”

Ing. Marco Pezzetti
Vicepresidente Federazione Lega Diritti del Malato

“Dietro questa vicenda non ci sono soltanto fascicoli, atti e ricostruzioni tecniche. Ci sono 81 vite spezzate, famiglie che attendono da decenni e un dolore che non può essere lasciato senza una risposta piena. La memoria è un dovere, ma senza la ricerca della verità resta incompleta.”

Roberto Tedeschi
Coordinatore Federale Federazione Lega Diritti del Malato

“La dignità delle persone passa anche dalla capacità delle Istituzioni di non abbandonare le domande più difficili. Proseguire gli accertamenti significa rispettare le vittime, sostenere i loro familiari e difendere la fiducia dei cittadini nello Stato e nella giustizia.”

Dott. Franco Ancona
Coordinatore Federale Federazione Lega Diritti del Malato

Le richieste della Federazione

  • Che non venga chiusa la ricerca della verità finché restano elementi rilevanti da approfondire.
  • Che siano messi a disposizione della magistratura tutti gli atti, i documenti e le informazioni utili alla ricostruzione dei fatti.
  • Che il Governo e le Istituzioni favoriscano ogni utile iniziativa diplomatica per ottenere piena collaborazione dai Paesi che possano contribuire agli accertamenti.
  • Che ai familiari delle vittime sia garantita vicinanza concreta, rispetto e il diritto a non essere lasciati soli nella loro lunga domanda di verità e giustizia.

Ustica non può essere archiviata.

La verità appartiene ai familiari delle vittime, ma anche alla Repubblica, alla memoria collettiva e alla coscienza democratica del Paese.

Nota: La Federazione Lega Diritti del Malato esprime una posizione civile a sostegno della prosecuzione degli accertamenti, nel pieno rispetto dell’autonomia della magistratura e delle valutazioni giudiziarie.

Fonti: comunicato del Presidente della Repubblica del 27 giugno 2026; Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica; aggiornamenti sull’udienza davanti al GIP di Roma.

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