Sicurezza del paziente e continuità delle cure
Ospedali resilienti: continuare a curare quando tutto il resto si ferma
Un blackout, un’alluvione, un cyberattacco o una crisi nelle forniture non devono trasformarsi automaticamente nell’interruzione delle cure. La Federazione Lega Diritti del Malato apre una riflessione sulla capacità degli ospedali di proteggere i pazienti anche nelle condizioni più difficili.
Quando pensiamo alla sicurezza di un ospedale, immaginiamo edifici solidi, impianti conformi, generatori di emergenza, reti informatiche protette e personale preparato. Tutto questo è indispensabile. Ma non risponde ancora alla domanda decisiva: per quanto tempo l’ospedale riesce realmente a continuare a curare se una parte dei sistemi dai quali dipende smette di funzionare?
Un ospedale moderno è una rete complessa. Energia, acqua, gas medicali, climatizzazione, telecomunicazioni, sistemi digitali, farmaci, dispositivi, trasporti e personale devono funzionare insieme. Se due o più elementi si interrompono contemporaneamente, anche una struttura tecnicamente sicura può trovarsi in difficoltà.
Non è soltanto un problema di cybersecurity
La protezione dei sistemi informatici è fondamentale, ma la resilienza ospedaliera comprende molto di più. Dobbiamo considerare anche blackout prolungati, indisponibilità dei generatori o del carburante, interruzioni dell’acqua e dei gas medicali, perdita delle telecomunicazioni, ondate di calore, alluvioni, incendi, terremoti, epidemie, carenza di farmaci e dispositivi, difficoltà di accesso alla struttura e indisponibilità significativa del personale.
Energia e impianti
Per quante ore possono funzionare realmente terapia intensiva, sale operatorie, diagnostica, farmacie e laboratori senza la rete elettrica ordinaria?
Acqua e gas medicali
Quali servizi devono essere ridotti o sospesi e quali pazienti devono essere protetti o trasferiti per primi?
Sistemi digitali
È possibile continuare a identificare i pazienti, prescrivere terapie e ricostruire le informazioni cliniche lavorando temporaneamente senza rete o senza internet?
Forniture e personale
Quanto può durare l’autonomia di farmaci, dispositivi, sangue, alimentazione e materiali essenziali con squadre operative ridotte?
La domanda di LDM parte dal paziente
Le valutazioni tradizionali partono correttamente dall’edificio, dagli impianti e dall’organizzazione. La Federazione Lega Diritti del Malato propone di aggiungere sistematicamente una domanda.
La risposta cambia a seconda delle condizioni della persona e del percorso di cura:
- un paziente in terapia intensiva deve continuare a essere ventilato, monitorato e assistito senza interruzioni;
- una persona in dialisi dipende dall’acqua, dall’energia, dai materiali e dalla possibilità di raggiungere la struttura;
- un paziente oncologico deve mantenere terapia, tracciabilità, conservazione dei farmaci e continuità degli appuntamenti;
- un neonato può richiedere energia, gas medicali, temperatura controllata e personale altamente specializzato anche durante un trasferimento;
- anziani, persone con disabilità e malati cronici devono ricevere informazioni accessibili, farmaci, ausili e accompagnamento;
- dopo un’eventuale evacuazione deve essere garantita la continuità assistenziale nella struttura che accoglie il paziente.
Una possibile valutazione volontaria
LDM sta esaminando la fattibilità di uno strumento preliminare di valutazione e miglioramento, provvisoriamente definito Hospital Resilience Stress Test. Non sarebbe una certificazione ufficiale, una graduatoria tra ospedali o un controllo parallelo rispetto alle autorità competenti.
Potrebbe invece aiutare una struttura volontaria a verificare, attraverso indicatori misurabili ed esercitazioni realistiche:
- le ore effettive di autonomia energetica, idrica e dei gas medicali;
- la possibilità di mantenere le funzioni essenziali senza sistemi informatici o internet;
- la disponibilità di comunicazioni alternative;
- l’autonomia delle scorte di farmaci e materiali essenziali;
- la capacità operativa con una presenza ridotta di personale;
- l’accessibilità della struttura durante eventi estremi;
- i tempi e le condizioni di una possibile evacuazione;
- la protezione dei pazienti fragili e la continuità delle terapie.
Un progetto ancora da verificare
L’iniziativa è in una fase embrionale. La Federazione sta valutandone la fattibilità scientifica, organizzativa ed economica, anche considerando che gran parte del proprio impegno è volontario. Nessuna istituzione, Regione, ospedale o organismo europeo viene indicato come partner o sostenitore in assenza di un accordo formale.
Non partiamo da zero
L’Organizzazione mondiale della sanità ha sviluppato strumenti come l’Hospital Safety Index. L’Unione europea ha rafforzato la protezione delle entità critiche, la cybersicurezza e la preparazione alle crisi. In Italia esistono norme tecniche, piani di emergenza, programmi antisismici e importanti investimenti nella sanità.
La proposta LDM avrebbe senso soltanto se riuscisse a integrare ciò che esiste già, senza duplicarlo, portando un contributo specifico: collegare ogni vulnerabilità tecnica o organizzativa alle sue conseguenze sulla sicurezza, sulla dignità e sulla continuità della cura del paziente.
Costruire il progetto insieme
Un lavoro credibile richiederebbe competenze cliniche, infermieristiche, ingegneristiche, organizzative, logistiche, digitali e di protezione civile, oltre alla partecipazione delle persone con disabilità, dei caregiver e delle organizzazioni dei pazienti.
Una futura sperimentazione, ancora tutta da valutare, potrebbe coinvolgere un numero limitato di ospedali volontari con caratteristiche differenti, comprendendo sia strutture esistenti sia nuovi ospedali in fase di progettazione o realizzazione.
I risultati tecnici dovrebbero rimanere riservati agli enti autorizzati, mentre eventuali informazioni pubbliche dovrebbero essere aggregate e prive di dati sensibili.
La salute delle persone al centro di tutte le politiche
La Federazione Lega Diritti del Malato non pretende di spiegare alle istituzioni come gestire gli ospedali. Vuole mettere a disposizione la prospettiva dei cittadini e promuovere un confronto serio sulla continuità delle cure.
Istituzioni, professionisti, università, tecnici, organizzazioni dei pazienti e realtà interessate ad approfondire il tema possono contattare la Federazione scrivendo a segreteria@legadirittidelmalato.it.
Federazione Lega Diritti del Malato
Presidenza Federale
www.legadirittidelmalato.it
