Dal CERN di Ginevra alla Federazione: una storia di ricerca che viene da lontano
Nel 2008 La Stampa raccontava la presenza al CERN di un gruppo legato alla nostra realtà. Tra loro l’Arch. Marco Gemelli, oggi Presidente della Federazione, in visita all’Ing. Marco Pezzetti, oggi Vice Presidente, con il giornalista Vincenzo Amato al seguito.
Ci sono fotografie che non rappresentano soltanto un ricordo. Raccontano da dove veniamo.
Quella pubblicata da La Stampa il 12 settembre 2008 è una di queste.
Siamo al CERN di Ginevra, nei giorni dello storico avvio del Large Hadron Collider (LHC), quando l’attenzione del mondo era concentrata sul più grande acceleratore di particelle mai realizzato e sulle nuove frontiere che avrebbe aperto alla fisica.
La pagina de La Stampa del 12 settembre 2008 dedicata alla visita al CERN di Ginevra. Nell’immagine il gruppo davanti al modello dell’esperimento ATLAS.
In quei giorni, l’Arch. Marco Gemelli, oggi Presidente della Federazione Lega Diritti del Malato, si recò al CERN per incontrare l’Ing. Marco Pezzetti, ricercatore impegnato nel centro ginevrino e oggi Vice Presidente della Federazione.
Con loro c’era anche Vincenzo Amato, giornalista de La Stampa, che seguì personalmente la visita e raccontò sulle pagine del quotidiano quella straordinaria esperienza.
La presenza di un giornalista di un importante quotidiano nazionale non fu un dettaglio: contribuì a portare all’attenzione del pubblico una realtà che già allora riuniva ricercatori, professionisti e persone impegnate nella società civile.
Già nel 2008 una realtà importante
È questo, a distanza di diciotto anni, l’aspetto che merita maggiormente di essere ricordato.
Non abbiamo scoperto oggi il valore della ricerca scientifica.
Già nel 2008 attorno alla nostra realtà operavano persone con competenze scientifiche e tecniche di alto livello, alcune impegnate direttamente nei grandi centri europei della ricerca.
Lo stesso articolo de La Stampa raccontava il legame tra i ricercatori del CERN e quelli che lavoravano a Ispra. Marco Gemelli spiegava infatti al quotidiano:
«Noi siamo quasi tutti collaboratori del CERN e lavoriamo a Ispra».
L’Ing. Marco Pezzetti rappresentava un altro punto di collegamento importante: ricercatore al CERN, con forti legami con il territorio del Lago Maggiore e del Vergante. Quella rete di persone e competenze dimostrava già allora la capacità di mettere in contatto ricerca internazionale e territorio.
Ricercatori di alto livello impegnati nella Federazione
Oggi la Federazione Lega Diritti del Malato può contare su diversi gruppi di lavoro nei quali operano ricercatori, tecnici e professionisti di alto livello.
Non è una presenza formale. Sono competenze che permettono alla Federazione di affrontare con maggiore autorevolezza questioni che richiedono conoscenze specialistiche: dalla salute all’ambiente, dalla sicurezza alle nuove tecnologie, fino alle grandi trasformazioni determinate dall’intelligenza artificiale.
Marco Pezzetti, oggi Vice Presidente della Federazione, è una delle figure che meglio rappresentano questa continuità tra ricerca scientifica e impegno civile.
Quella fotografia del 2008 ci ricorda quindi qualcosa di molto concreto: le radici scientifiche della nostra realtà precedono di molti anni la Federazione nella sua forma attuale.
Quando la ricerca incontra l’impegno civile
Un’organizzazione che difende i diritti dei malati non può limitarsi alla denuncia. Deve essere capace di comprendere i cambiamenti della medicina e della tecnologia, valutare le evidenze, confrontarsi con gli specialisti e trasformare competenze complesse in proposte concrete.
Per questo avere al proprio interno persone che provengono dalla ricerca rappresenta un patrimonio prezioso.
Il metodo scientifico significa studiare prima di giudicare, verificare prima di affermare e costruire proposte sulla base dei dati.
Una pagina di giornale che oggi vale ancora di più
Guardando quella fotografia davanti ad ATLAS, colpisce soprattutto una cosa: era il 2008.
Non stiamo quindi raccontando una vocazione nata recentemente né cercando oggi un collegamento con il mondo scientifico.
Quel collegamento esisteva già. Ed era abbastanza significativo da essere raccontato da La Stampa, con il giornalista Vincenzo Amato al seguito del gruppo durante la visita al CERN.
Da allora sono cambiati i progetti e sono cresciute le responsabilità, ma è rimasta una convinzione fondamentale: la tutela della salute ha bisogno anche di scienza, ricerca e persone capaci di comprendere l’innovazione.
Diciotto anni dopo, l’Arch. Marco Gemelli è Presidente della Federazione Lega Diritti del Malato e l’Ing. Marco Pezzetti ne è Vice Presidente.
Quella fotografia al CERN, accompagnata dal servizio di Vincenzo Amato per La Stampa, resta la testimonianza concreta di un percorso iniziato molto tempo prima dell’attuale struttura federale.
La Federazione vuole continuare su questa strada: riunire competenze scientifiche di alto livello e metterle al servizio dei cittadini e della tutela della salute.
«La ricerca produce conoscenza; il nostro compito è contribuire a trasformare quella conoscenza in qualcosa di utile alle persone.»
Federazione Lega Diritti del Malato
