Federazione Lega Diritti del Malato
A partire dal 5 gennaio 2026, i medici liberi professionisti in Francia hanno proclamato uno sciopero nazionale di almeno dieci giorni, un evento raro per ampiezza e compattezza.
La protesta nasce da un profondo conflitto tra Stato e professionisti della sanità, ma tocca direttamente anche un altro soggetto fondamentale: i cittadini e i pazienti.
Comprendere le ragioni di questo sciopero è importante anche per l’Italia, perché molte delle tensioni emerse in Francia sono già presenti, sotto altre forme, nel nostro sistema sanitario.
Perché i medici francesi scioperano
Le principali cause della mobilitazione possono essere riassunte in quattro punti.

  1. Dossier médical partagé (DMP) imposto dall’alto
    Il governo francese ha cercato di rendere obbligatorio l’uso del dossier sanitario digitale, prevedendo anche sanzioni economiche per i medici che non lo utilizzassero correttamente.
    Anche se alcune misure sono state fermate dalla Corte costituzionale, il segnale politico è stato chiaro: più obblighi, meno fiducia, senza un reale investimento in strumenti, tempo e supporto operativo.
    Per molti medici, il DMP è diventato il simbolo di una digitalizzazione calata dall’alto, pensata più per il controllo della spesa che per migliorare davvero la cura.
  2. “Riduzione autoritaria” delle tariffe
    Un altro punto centrale riguarda la possibilità per lo Stato di intervenire direttamente sulle tariffe e sui rimborsi, aggirando la contrattazione con le rappresentanze professionali.
    I medici temono che questo porti a:
    riduzione del valore degli atti medici
    aumento della burocrazia
    meno tempo dedicato al paziente
    Dal loro punto di vista, si tratta di una sanità sempre più amministrata, dove la sostenibilità economica viene prima della qualità dell’assistenza.
  3. Libertà di installazione sotto attacco
    Per contrastare i deserti sanitari, in Francia si discute di limitare la libertà dei medici di scegliere dove esercitare, imponendo vincoli territoriali.
    I medici riconoscono il problema delle disuguaglianze territoriali, ma rifiutano soluzioni coercitive, ritenute ingiuste e inefficaci se non accompagnate da investimenti strutturali.
  4. Un sistema sotto pressione
    Carenza di personale, aumento dei carichi di lavoro, invecchiamento della popolazione e risorse insufficienti: lo sciopero nasce anche da una crisi strutturale del sistema sanitario, non solo da singole norme.
    Il confronto con l’Italia
    Guardare alla Francia aiuta a capire meglio anche la situazione in Italia.
    Libertà professionale
    Francia: la libertà di installazione è storicamente molto tutelata; ogni restrizione genera forti reazioni.
    Italia: il problema non è tanto la libertà di installazione quanto la programmazione carente e la mancanza di attrattività delle aree periferiche.
    Tariffe e rapporto con il pubblico
    Francia: forte conflitto sulla possibilità di interventi unilaterali dello Stato.
    Italia: nel Servizio Sanitario Nazionale, le tariffe sono già rigidamente definite, e molti professionisti denunciano da anni una sottovalutazione economica del lavoro medico, soprattutto nella sanità territoriale.
    Fascicolo sanitario elettronico
    Francia: il DMP è vissuto come strumento di controllo se imposto con sanzioni.
    Italia: il Fascicolo Sanitario Elettronico è in espansione, ma resta spesso incompleto, disomogeneo tra Regioni e poco utile al cittadino, se non accompagnato da una reale integrazione dei servizi.
    Chi paga il prezzo più alto?
    In entrambi i Paesi, il rischio è lo stesso:
    quando il conflitto tra Stato e professionisti si irrigidisce, a pagare sono i cittadini, soprattutto:
    le persone fragili
    gli anziani
    chi vive in aree periferiche
    chi non può permettersi il ricorso al privato
    La posizione della Federazione Lega Diritti del Malato
    Come Federazione Lega Diritti del Malato, riteniamo che:
    la digitalizzazione debba servire la cura, non il controllo
    la programmazione sanitaria non possa essere scaricata sui singoli professionisti
    la sostenibilità economica non debba mai andare a scapito del diritto alla salute
    le riforme sanitarie debbano essere costruite con medici e cittadini, non imposte
    Lo sciopero dei medici in Francia è un segnale di allarme europeo:
    senza investimenti, dialogo e visione di lungo periodo, i sistemi sanitari pubblici rischiano di perdere la loro funzione fondamentale.
    👉 La salute deve tornare davvero al centro di tutte le politiche, non solo nelle dichiarazioni, ma nelle scelte concrete.

Di Diritti del malato

movimento per il sostegno del malato attraverso il miglioramento del sistema sanitario.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *