Federazione Lega Diritti del Malato · Salute e politiche pubbliche
Ludopatia e azzardo legalizzato: giocate quasi raddoppiate, ma lo Stato non incassa allo stesso ritmo
Dal 2015 al 2025 le somme puntate aumentano dell’87,4%, le entrate erariali del 30,7%. E nell’ultimo anno il gettito diminuisce. La tutela della salute deve guidare le scelte sul gioco.
Verifica delle fonti al 3 novembre 2026 · Confronto annuale 2015–2025
Dietro la parola “gioco” possono esserci risparmi consumati, debiti nascosti e famiglie in difficoltà. Quando si parla di azzardo autorizzato dallo Stato, il primo criterio di valutazione dovrebbe essere la protezione delle persone. Il volume delle puntate e le entrate pubbliche, da soli, non misurano il benessere di una comunità.
I dati ufficiali permettono però di verificare un argomento spesso utilizzato per giustificare l’espansione del settore: il beneficio per le casse pubbliche. Le entrate erariali sono aumentate nella stessa percentuale delle giocate? No.
Dal 2015 al 2025 le puntate crescono dell’87,4%
Il dossier del Senato basato sui dati AAMS riporta per il 2015 una raccolta di 88,250 miliardi di euro e un erario di 8,777 miliardi. La Relazione sui giochi pubblici relativa al 2025, trasmessa al Parlamento il 14 aprile 2026, consente il confronto con l’ultima annualità intera individuata nelle fonti consultate. [1] [2]
| Anno | Somme giocate | Entrate erariali |
|---|---|---|
| 2015 | 88,250 | 8,777 |
| 2022 | 136,115 | 11,222 |
| 2023 | 147,728 | 11,630 |
| 2024 | 157,453 | 11,560 |
| 2025 | 165,345 | 11,474 |
| Variazione 2015–2025 | +87,4% | +30,7% |
Fonti: Senato per il 2015; Relazione sui giochi pubblici, allegato statistico, per il 2022–2025. Le tabelle della Relazione indicano dati provvisori aggiornabili. Le percentuali sono elaborazioni sui valori di fonte, prima dell’arrotondamento. [1] [2]
La crescita percentuale della raccolta è quindi circa 2,8 volte quella dell’erario. Per ogni 100 euro puntati, il rapporto tra entrate erariali e raccolta passa da circa 9,95 euro a 6,94 euro. È un rapporto aggregato, non un’aliquota fiscale applicata agli utili.
La beffa più recente: più puntate e meno gettito
Tra il 2024 e il 2025 la raccolta sale del 5,01%, mentre l’erario scende dello 0,74%: quasi 7,9 miliardi di euro di puntate aggiuntive e circa 85,8 milioni in meno di entrate erariali. L’aumento del giocato non garantisce dunque maggiori risorse pubbliche. [2]
Questa è la contraddizione da portare nel dibattito politico: l’espansione dell’azzardo non può essere presentata automaticamente come un vantaggio per la collettività. Chi ne sostiene l’utilità deve rendere conto anche dei danni e dei costi sostenuti dalle famiglie, dai servizi sanitari e dall’assistenza sociale.
Per denunciare il problema bisogna distinguere puntate e perdite
I 165 miliardi rappresentano il totale delle puntate, comprese quelle effettuate rigiocando somme vinte. Non sono 165 miliardi persi dagli italiani. La sintesi della Camera indica per il 2025 una spesa, cioè la differenza fra giocato e vincite, di circa 21,9 miliardi di euro. [3]
Il divario fra raccolta ed erario risente della composizione dei giochi, delle percentuali restituite in vincite e di basi imponibili differenti: per diversi giochi a distanza il prelievo si applica al margine fra puntate e vincite, mentre per altri giochi si applica alla raccolta. [3] Il confronto non prova, da solo, che la tassazione dei profitti degli operatori sia diminuita.
Allo stesso modo, l’aumento dell’87,4% delle puntate non dimostra un aumento identico delle perdite o dei casi di dipendenza. Per misurare questi ultimi servono indagini sanitarie confrontabili nel tempo. La denuncia resta forte proprio perché evita di confondere indicatori diversi.
Una dipendenza riconosciuta, anche quando il gioco è legale
Quella comunemente chiamata ludopatia è più precisamente il disturbo da gioco d’azzardo, una dipendenza comportamentale riconosciuta. L’Organizzazione mondiale della sanità richiama i rischi di perdita del controllo, disagio economico e compromissione delle relazioni; i danni possono manifestarsi anche prima di raggiungere la soglia di una diagnosi clinica. [4]
L’autorizzazione pubblica non elimina questi rischi. La legalità è necessaria al controllo del settore, ma la protezione della salute va verificata attraverso risultati concreti: accesso alle cure, prevenzione e riduzione dei danni.
L’indagine ISS “Generazione Z 2.0”, resa pubblica nel 2026, stima circa 340.000 studenti fra 11 e 17 anni con un comportamento di gioco d’azzardo a rischio o problematico. Sono profili rilevati con un’indagine, non 340.000 diagnosi cliniche. Inoltre, dichiara di aver giocato nell’ultimo anno il 10,6% degli studenti di 11–13 anni e il 22,1% di quelli di 14–17 anni, nonostante il divieto per i minorenni. Questi dati riguardano l’azzardo complessivamente e non attribuiscono tutti i casi al solo circuito legale. [5]
La richiesta della Federazione: mettere la salute nelle decisioni
Come Federazione Lega Diritti del Malato chiediamo che il successo delle politiche sul gioco sia misurato sulla protezione delle persone. Servono:
- Un bilancio pubblico dei costi e dei benefici, con una valutazione indipendente dei danni sanitari, familiari ed economici.
- Risorse stabili per prevenzione e cura, con obiettivi verificabili e servizi accessibili anche ai familiari.
- Controlli efficaci sull’accesso dei minori e strumenti di limitazione e autoesclusione semplici da utilizzare.
- Dati aperti e confrontabili su puntate, perdite, entrate pubbliche, accesso ai servizi ed esiti delle misure di prevenzione.
Chiedere aiuto è possibile
Il Telefono Verde dell’Istituto Superiore di Sanità 800 558822 offre ascolto e orientamento alle persone e ai familiari. È nazionale, anonimo e gratuito, attivo dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 16. [6]
Fonti e metodo
Verifica al 3 novembre 2026. Il confronto usa anni interi e valori nominali, senza correzione per l’inflazione. Il 2026 non è ancora concluso. “Erario” indica l’aggregato delle statistiche di gioco, comprese le voci aggiuntive riportate nelle rispettive fonti; non coincide con le sole entrate tributarie del Bollettino MEF. La Camera segnala riclassificazioni contabili dal 2023. [3] Non è una serie ricostruita a legislazione fiscale costante, né una stima del beneficio pubblico al netto dei costi sociali.
- Senato della Repubblica, Dossier n. 57, Andamento della raccolta e delle entrate — valori AAMS del 2015.
- Relazione sul settore dei giochi pubblici, anno 2025, Doc. CCXLVI n. 1 — trasmessa il 14 aprile 2026; allegato statistico, pp. 119–122 della numerazione parlamentare.
- Camera dei deputati, tema Giochi — aggiornamento 30 luglio 2026; raccolta, spesa, fiscalità e classificazioni contabili.
- Organizzazione mondiale della sanità, Gambling — 2 dicembre 2024.
- Dipartimento per le politiche contro la droga e le altre dipendenze, risultati dell’indagine ISS Generazione Z 2.0 — risultati riportati anche nella Relazione al Parlamento 2026.
- Istituto Superiore di Sanità, Telefono Verde per le problematiche legate al gioco d’azzardo.
