Un anno dalla parte delle persone
Grazie ai volontari della Federazione Lega Diritti del Malato – Bilancio 2025 e impegni 2026
Messaggio di fine anno ai volontari • Dicembre 2025
Cari volontari, care volontarie,
chiudiamo questo anno non con una celebrazione formale, ma con un atto di verità e di gratitudine.
Il 2025 è stato un anno intenso, impegnativo, a tratti faticoso. Ma è stato anche un anno in cui la Federazione Lega Diritti del Malato ha dimostrato, ancora una volta, cosa significa essere un corpo vivo: presente, coerente, libero.
Cosa abbiamo fatto davvero nel 2025
Abbiamo fatto molto più di quanto normalmente “si veda”. Abbiamo lavorato dove spesso non arrivano le luci, ma dove si misura la realtà: accanto alle persone, dentro le difficoltà concrete, tra norme, procedure, attese, diritti negati e fragilità che chiedono ascolto.
- Difesa del diritto universale alla salute quando veniva messo in discussione, anche in forme silenziose e burocratiche.
- Denuncia di storture e ingiustizie del sistema sanitario, senza timore di disturbare interessi o apparati.
- Supporto e orientamento ai cittadini: ascolto, accompagnamento, indicazioni pratiche, tutela dei diritti, aiuto a chi si è trovato solo.
- Informazione indipendente: comunicati, articoli, prese di posizione pubbliche, per rompere il silenzio e dare strumenti di comprensione.
- Incontri, conferenze e dibattiti sui temi della salute, della prevenzione, dell’accesso alle cure, dell’etica e della dignità della persona.
- Divulgazione e formazione, perché i diritti esistono davvero solo quando le persone li conoscono e possono esercitarli.
- Costruzione di reti con professionisti, tecnici, giuristi, ricercatori, associazioni e cittadini attivi.
- Presidio anche sul livello europeo, portando la voce dei cittadini dove spesso nascono decisioni che ricadono sulla vita reale.
- Una visione culturale della salute: non una prestazione, non un costo, ma un valore umano, sociale e costituzionale.
Molto di questo lavoro non produce applausi. Ma è il lavoro che regge tutto il resto. È il lavoro che evita che qualcuno venga lasciato indietro.
Il valore del volontariato vero
Tutto questo è stato possibile solo grazie a voi. Voi che avete donato tempo, competenze, energia e presenza, spesso senza far rumore. Voi che avete tenuto insieme rigore e umanità, anche quando sarebbe stato più facile mollare.
Il volontariato che rappresentate non è decorativo. È competente, responsabile, scomodo quando serve. Ed è proprio per questo che è indispensabile.
Un bilancio onesto
- La Federazione è cresciuta in autorevolezza.
- Ha mantenuto indipendenza.
- Ha scelto la via più difficile: la coerenza.
- Ha dimostrato che si può difendere la salute senza slogan e senza padrini.
Non tutto è stato semplice. Non tutto è stato risolto. Ma ogni passo è stato fatto guardando le persone negli occhi.
Il 2026: obiettivi chiari e rilancio
Il 2026 non può essere un anno di semplice continuità. Deve essere un anno di rilancio consapevole, con obiettivi concreti:
- Rafforzare la presenza territoriale, perché i diritti si difendono dove le persone vivono.
- Rendere strutturali informazione e formazione, con strumenti pratici e accessibili per tutti.
- Essere più incisivi sul piano istituzionale, portando proposte chiare e difendendo i principi senza arretrare.
- Potenziare le reti con professionisti e realtà civiche, per risposte più rapide e più competenti.
- Rimettere la salute al centro di ogni politica, come criterio di giustizia e non come capitolo di spesa.
La strada non sarà più facile. Ma sarà necessaria. E noi saremo pronti, insieme.
Un grazie che conta
A voi, volontari instancabili, va il nostro grazie più profondo: per ciò che siete, per ciò che fate, per ciò che continuerete a costruire. Non è un grazie di rito: è gratitudine vera.
Grazie perché avete scelto di non voltarvi dall’altra parte.
Grazie perché avete dimostrato che la difesa dei diritti è ancora possibile.
Grazie perché senza di voi la Federazione sarebbe solo un nome: con voi è una realtà viva.
Buon 2026, con sobrietà, determinazione e coraggio.
Marco Gemelli
