TG Salute Europa: nuovi farmaci SSN, test multicancro, IA e nuove terapie contro i tumori
25 settembre 2026 – Dalla rimborsabilità di nuovi farmaci per malattie rare e tumori alle nuove frontiere della diagnosi precoce attraverso un semplice prelievo di sangue. Dall’intelligenza artificiale applicata alle TAC alle nuove strategie contro i tumori delle vie biliari, fino alla fagoterapia contro i batteri resistenti e all’aumento dei casi di West Nile e Dengue in Italia.
La Federazione Lega Diritti del Malato ha analizzato e verificato le principali novità sanitarie e scientifiche degli ultimi sette giorni per capire non soltanto che cosa è stato scoperto, ma soprattutto cosa può cambiare concretamente per cittadini e pazienti.
💊 Due nuovi farmaci orfani rimborsati dal Servizio sanitario nazionale
Partiamo da una delle notizie più concrete della settimana per i pazienti italiani.
Il Consiglio di Amministrazione dell’AIFA – Agenzia Italiana del Farmaco ha dato il via libera alla rimborsabilità di due nuovi medicinali orfani e di sette estensioni di indicazione terapeutica.
I due nuovi medicinali sono Ezmekly (mirdametinib) e Ziihera (zanidatamab).
Ezmekly e neurofibromatosi di tipo 1
Mirdametinib è destinato al trattamento dei neurofibromi plessiformi sintomatici e non operabili associati alla neurofibromatosi di tipo 1, a partire dai due anni di età.
La neurofibromatosi di tipo 1 è una malattia genetica rara. I neurofibromi plessiformi possono svilupparsi lungo i nervi e, a seconda della loro localizzazione e dimensione, provocare dolore, problemi funzionali, deformazioni e importanti conseguenze sulla qualità della vita.
In alcuni pazienti l’intervento chirurgico non è possibile o comporta rischi troppo elevati. Disporre di un’opzione farmacologica rappresenta quindi un passaggio particolarmente importante.
Ziihera e tumore delle vie biliari
Ziihera (zanidatamab) è invece destinato a determinati adulti con tumore delle vie biliari HER2-positivo IHC 3+, non operabile, localmente avanzato o metastatico, già sottoposti ad almeno una precedente linea di terapia sistemica.
Zanidatamab è un anticorpo bispecifico diretto contro HER2, una proteina che in alcuni tumori viene espressa in quantità elevate e può diventare un bersaglio terapeutico.
È importante sottolineare che non tutti i tumori delle vie biliari sono HER2-positivi. Per utilizzare una terapia mirata è quindi indispensabile conoscere le caratteristiche biologiche e molecolari della neoplasia.
Altre sette estensioni terapeutiche
AIFA ha contemporaneamente approvato sette estensioni di rimborsabilità che riguardano differenti patologie e fasce di età.
Tra queste figurano nuove possibilità terapeutiche per patologie come la BPCO eosinofilica, la policitemia vera, la trombocitemia essenziale e l’iperkaliemia negli adolescenti.
Le rinegoziazioni dei prezzi di medicinali già rimborsati dovrebbero inoltre determinare, secondo AIFA, una riduzione della spesa farmaceutica complessiva di circa 34,9 milioni di euro.
👉 Cosa cambia per il paziente?
La differenza fondamentale è tra un farmaco semplicemente autorizzato e un farmaco che entra nel percorso di rimborsabilità del SSN. È quest’ultimo passaggio che può trasformare l’innovazione scientifica in una possibilità concreta di cura per i pazienti che rispettano i criteri clinici previsti.
🧠 Alzheimer: continua il confronto su lecanemab e donanemab
Un’altra importante notizia arriva dall’AIFA e riguarda la malattia di Alzheimer.
Il 24 settembre i vertici dell’Agenzia hanno incontrato le aziende titolari di lecanemab (Leqembi) e donanemab (Kisunla).
Sono anticorpi monoclonali diretti contro la beta-amiloide e destinati a specifiche persone nelle fasi iniziali della malattia.
L’incontro arriva dopo l’orientamento negativo della Commissione Scientifica ed Economica del Farmaco sull’ammissione dei due medicinali alla rimborsabilità a carico del SSN.
Questo significa che al momento non è stata decisa la rimborsabilità dei due farmaci da parte del Servizio sanitario nazionale.
Ma il confronto non è terminato.
AIFA ha annunciato ulteriori approfondimenti per studiare sistemi di monitoraggio nella pratica clinica capaci di produrre nuovi dati e soprattutto di individuare le sottopopolazioni di pazienti nelle quali il beneficio clinico possa essere realmente significativo.
Perché è una questione complessa?
Questi medicinali non guariscono l’Alzheimer. Gli studi hanno mostrato un rallentamento del declino clinico in pazienti selezionati nelle fasi iniziali, ma il trattamento richiede una selezione molto precisa dei pazienti e un attento monitoraggio.
La questione non può quindi essere ridotta alla semplice domanda: “il farmaco funziona?”
Bisogna stabilire per chi funziona abbastanza da giustificare rischi, controlli, organizzazione sanitaria e costi.
👉 Cosa cambia per il paziente?
Per ora non cambia la rimborsabilità: il confronto prosegue e potrebbe consentire in futuro di identificare meglio i pazienti nei quali il rapporto tra beneficio e rischio è più favorevole.
🩸 Un solo esame del sangue per cercare contemporaneamente molti tumori?
È probabilmente una delle prospettive scientifiche più affascinanti della settimana.
Nature Medicine ha pubblicato nuovi importanti risultati sui cosiddetti MCED – Multi-Cancer Early Detection tests.
Si tratta di test che cercano nel sangue segnali molecolari associati alla presenza di differenti tipi di tumore.
L’obiettivo è ambizioso: utilizzare un singolo prelievo per intercettare tumori diversi, compresi alcuni per i quali oggi non esiste un programma di screening di popolazione.
Lo studio PATHFINDER 2
PATHFINDER 2 ha valutato persone di almeno 50 anni senza un sospetto clinico di tumore.
Il test cerca nel DNA libero circolante nel sangue particolari segnali associati al cancro e prova anche a indicare l’organo dal quale potrebbe provenire il segnale.
La specificità è risultata del 99,64%.
Il valore predittivo positivo è stato del 60,3%.
Questo significa, semplificando, che nel contesto dello studio circa sei persone su dieci con un risultato positivo hanno successivamente ricevuto una diagnosi di tumore.
Ma esiste anche l’altra faccia della medaglia.
La sensibilità complessiva è stata di circa il 39%.
Il test, quindi, non identifica tutti i tumori.
Il gigantesco studio NHS-Galleri
Ancora più importante per capire i limiti di questa tecnologia è il grande studio randomizzato britannico NHS-Galleri, che ha coinvolto oltre 140.000 partecipanti.
Il test è stato capace di identificare tumori reali, ma l’obiettivo principale dello studio di ridurre in modo statisticamente significativo le diagnosi di tumore negli stadi III e IV non è stato raggiunto.
Ed è una lezione fondamentale.
Un test può essere tecnologicamente impressionante e può trovare tumori che altrimenti non avremmo cercato.
Ma uno screening deve dimostrare qualcosa di più: deve dimostrare di migliorare realmente la salute delle persone.
👉 Cosa cambia per il cittadino?
Questi test sono promettenti ma non devono sostituire gli screening già raccomandati. Mammografia, screening cervicale e screening colorettale rimangono fondamentali quando previsti per età e condizioni individuali.
🤖 Intelligenza artificiale: cercare il tumore dell’esofago nelle TAC già eseguite
Una delle applicazioni dell’intelligenza artificiale più interessanti pubblicate questa settimana riguarda il tumore dell’esofago.
Il sistema si chiama EAGLE – Esophageal AI-Guided malignant Lesion Evaluation.
È stato sviluppato per individuare lesioni precancerose e tumori dell’esofago utilizzando TAC toraciche senza mezzo di contrasto.
EAGLE è stato addestrato utilizzando le TAC di 6.813 pazienti e successivamente validato in 12 centri appartenenti a tre Paesi, coinvolgendo complessivamente oltre 80.000 persone.
Nella validazione multicentrica esterna il sistema ha raggiunto una sensibilità intorno all’89,5% e una specificità del 98,5%.
Perché questa tecnologia potrebbe essere importante?
L’idea più interessante è utilizzare esami che il paziente ha già effettuato per altri motivi.
Invece di sottoporre automaticamente migliaia di persone a endoscopia, l’IA potrebbe analizzare TAC esistenti e individuare i soggetti che presentano un rischio maggiore e che potrebbero beneficiare dell’esame endoscopico.
👉 Cosa cambia oggi?
Non siamo ancora davanti a un nuovo screening standard. L’endoscopia e la conferma istologica restano indispensabili. L’IA potrebbe però diventare uno strumento di supporto per individuare chi necessita di ulteriori accertamenti.
Per la Federazione Lega Diritti del Malato questo è anche un esempio di come dovrebbe essere utilizzata l’intelligenza artificiale sanitaria: come supporto al professionista e non come sostituzione della responsabilità medica.
🎗️ Tumore delle vie biliari HER2-positivo: risposta nel 55% dei pazienti con una nuova combinazione
Una seconda importante notizia riguarda i tumori delle vie biliari.
Lo studio multicentrico HERBOT, di fase 1b/2 e pubblicato su Nature Medicine, ha studiato una nuova strategia di prima linea nei pazienti con tumore delle vie biliari HER2-positivo avanzato e non operabile.
La combinazione comprende quattro farmaci:
- trastuzumab, terapia mirata contro HER2;
- nivolumab, immunoterapia anti-PD-1;
- gemcitabina;
- cisplatino.
Sono stati valutati 40 pazienti.
Il risultato principale è un tasso di risposta obiettiva del 55%.
Una persona ha ottenuto una risposta completa e 21 una risposta parziale.
Il controllo complessivo della malattia è stato raggiunto nel 95% dei partecipanti.
La durata mediana della risposta è stata di 12,6 mesi, mentre la sopravvivenza mediana libera da progressione è stata di 10,6 mesi.
Due pazienti hanno successivamente potuto essere sottoposti a chirurgia con intento curativo.
Attenzione: non è ancora un nuovo standard terapeutico
Lo studio comprende soltanto 40 persone, è una fase 1b/2 e soprattutto non dispone di un gruppo di controllo randomizzato.
Non possiamo quindi affermare che la nuova combinazione sia superiore all’attuale terapia standard.
Anche gli effetti indesiderati sono importanti: tra gli eventi correlati al trattamento di grado 3 o superiore figurano neutropenia nel 57,5% dei pazienti, anemia nel 30% e trombocitopenia nel 22,5%.
Perché la notizia è particolarmente interessante proprio in Italia?
Perché nella stessa settimana AIFA ha dato il via libera alla rimborsabilità di zanidatamab per un’altra situazione clinica del tumore delle vie biliari HER2-positivo.
Le due terapie non devono essere confuse.
HERBOT studia sperimentalmente trastuzumab, nivolumab, gemcitabina e cisplatino in prima linea.
Zanidatamab riguarda invece determinati pazienti HER2 IHC 3+ con malattia avanzata già precedentemente trattata.
👉 Cosa cambia per il paziente?
La vera novità è l’importanza crescente della profilazione molecolare. Per utilizzare una terapia contro HER2 bisogna prima sapere se il tumore presenta effettivamente questo bersaglio. La medicina di precisione comincia dalla diagnosi di precisione.
🦠 Batteri resistenti agli antibiotici: nuove regole internazionali per la fagoterapia
La resistenza agli antibiotici è una delle grandi sfide della medicina moderna.
Nature Medicine ha pubblicato una nuova linea guida internazionale basata sul consenso degli esperti per l’utilizzo della terapia personalizzata con batteriofagi.
I batteriofagi sono virus capaci di infettare selettivamente determinati batteri.
L’idea è sfruttarli contro infezioni difficili da trattare, comprese alcune provocate da microrganismi resistenti agli antibiotici.
Il documento affronta l’intero percorso: selezione del batteriofago appropriato, preparazione con controlli di qualità, modalità di somministrazione, monitoraggio del paziente e documentazione clinica.
👉 Cosa cambia?
Non significa che da domani i batteriofagi sostituiranno gli antibiotici. Stabilire regole comuni è però un passaggio fondamentale per trasformare una strategia sperimentale in una terapia che possa essere studiata con standard condivisi di qualità e sicurezza.
🦟 Dengue: aumentano ancora i casi acquisiti in Italia
L’Istituto Superiore di Sanità continua il monitoraggio nazionale delle arbovirosi.
Dal 1° gennaio al 22 settembre risultano 312 casi confermati di Dengue.
Di questi, 47 sono autoctoni, cioè acquisiti sul territorio italiano, mentre gli altri sono associati a viaggi all’estero.
La settimana precedente i casi autoctoni erano 37.
Non sono stati registrati decessi.
Risultano inoltre casi di Chikungunya e Zika sottoposti alla sorveglianza sanitaria nazionale.
👉 Cosa significa?
Non significa che esista un’epidemia generalizzata di Dengue in Italia. Dimostra però che la trasmissione locale è possibile e che la sorveglianza epidemiologica e il controllo della zanzara tigre devono continuare.
🦟 West Nile: 700 casi confermati
Continua parallelamente il monitoraggio del West Nile virus.
L’aggiornamento settimanale porta a 700 i casi confermati nell’uomo, con 368 forme neuroinvasive e 54 decessi segnalati.
La circolazione virale è stata documentata in numerose aree del territorio nazionale.
La maggior parte delle infezioni rimane asintomatica o provoca sintomi lievi, ma il rischio di forme neurologiche aumenta soprattutto negli anziani e nelle persone fragili o immunodepresse.
Non essendo disponibile un vaccino umano di uso corrente contro West Nile, rimangono importanti la protezione individuale dalle punture di zanzara e la riduzione dei ristagni d’acqua nei quali gli insetti possono riprodursi.
🔎 I diritti spiegati semplici: “test positivo” non significa automaticamente “tumore”
Le notizie sui nuovi test multicancro ci permettono di chiarire un concetto molto importante.
Un test positivo non equivale automaticamente a una diagnosi di tumore.
Nel PATHFINDER 2 il valore predittivo positivo è stato del 60,3%.
Significa che, nel contesto specifico dello studio, circa sei persone su dieci con un risultato positivo hanno successivamente ricevuto una diagnosi oncologica.
Le altre no.
Allo stesso modo, un test negativo non garantisce che un tumore sia assente.
Per questo la valutazione di uno screening deve considerare contemporaneamente:
- sensibilità;
- specificità;
- falsi positivi;
- falsi negativi;
- esami invasivi eventualmente provocati dal risultato;
- capacità di anticipare realmente la diagnosi;
- effetto finale sulla malattia grave e sulla mortalità.
La tecnologia deve produrre salute, non soltanto più risultati diagnostici.
📢 La posizione della Federazione Lega Diritti del Malato
Le notizie di questa settimana raccontano molto bene la trasformazione che sta attraversando la medicina.
Possiamo cercare contemporaneamente diversi tumori attraverso un campione di sangue.
Possiamo utilizzare l’intelligenza artificiale per cercare informazioni nuove dentro una TAC che il paziente ha già effettuato.
Possiamo identificare caratteristiche molecolari di un tumore e utilizzare farmaci costruiti per colpire proprio quelle caratteristiche.
Possiamo perfino tornare a studiare virus capaci di distruggere i batteri per cercare nuove soluzioni contro l’antibiotico-resistenza.
Ma più aumenta la potenza della medicina, più aumenta la nostra responsabilità.
Una ricerca promettente non deve essere presentata come una cura disponibile.
Un test positivo non deve essere presentato come una diagnosi.
Un algoritmo non deve sostituire la responsabilità del medico.
Un farmaco innovativo non deve diventare un privilegio determinato dal reddito, dalla Regione di residenza o dalla capacità del cittadino di orientarsi da solo nel sistema sanitario.
Per la Federazione Lega Diritti del Malato la medicina di precisione porta con sé anche un nuovo diritto: il diritto a una diagnosi sufficientemente precisa da permettere al paziente di sapere se esiste una terapia mirata adatta alla propria malattia.
“Il vero progresso non è soltanto scoprire una nuova cura. È fare arrivare la cura giusta alla persona giusta, nel momento giusto, garantendo sicurezza, informazione comprensibile e accesso equo.”
Continueremo quindi a seguire non soltanto le nuove scoperte, ma anche ciò che accade dopo: autorizzazione, rimborsabilità, organizzazione dei centri, test diagnostici necessari e reale accessibilità delle terapie sul territorio.
Perché tra una scoperta scientifica e un paziente curato esiste un percorso.
Ed è proprio in quel percorso che devono essere tutelati i diritti delle persone.
Federazione Lega Diritti del Malato
La salute delle persone al centro di tutte le politiche.
