Trapianto pediatrico e sicurezza: la posizione cauta ma preoccupata della Federazione LDM
La Federazione Lega Diritti del Malato esprime profondo cordoglio per la morte del piccolo Domenico, il bambino di 2 anni deceduto il 21 febbraio 2026 presso l’Ospedale Monaldi (Azienda Ospedaliera dei Colli – Napoli), dopo un trapianto di cuore effettuato il 23 dicembre 2025 con un organo proveniente da Bolzano.
Il caso è attualmente oggetto di indagine da parte della Procura, con verifiche tecniche e istituzionali sulla catena di prelievo, conservazione, trasporto, ricezione e impianto dell’organo. Proprio perché l’istruttoria è in corso, manteniamo un approccio responsabile: nessuna conclusione affrettata e rispetto pieno per il lavoro della magistratura e dei periti.
Rispetto per le indagini, ma nessun silenzio
Come Federazione che tutela i diritti dei pazienti e delle famiglie, riteniamo doveroso mantenere un atteggiamento prudente e rispettoso, evitando giudizi sommari.
Tuttavia, quando emergono notizie relative a un possibile problema nella catena di conservazione di un organo destinato a un trapianto pediatrico, siamo di fronte a un fatto di gravità assoluta. Per questo motivo, non potevamo non denunciare pubblicamente la necessità di fare piena luce.
Il sistema dei trapianti in Italia è un patrimonio di competenze e rigore. Proprio per difenderlo, eventuali criticità devono essere analizzate con la massima trasparenza.
I punti che meritano chiarezza
Sulla base delle evidenze disponibili in questa fase (e in attesa delle conclusioni tecniche), i nodi che meritano chiarimento riguardano:
- le modalità di conservazione dell’organo durante il trasporto;
- l’idoneità del contenitore e il rispetto delle linee guida;
- il monitoraggio e la tracciabilità dei parametri (tempi, temperature, passaggi);
- la valutazione clinica dell’organo prima dell’impianto;
- i processi decisionali in sala operatoria in presenza di criticità;
- il coordinamento e la comunicazione tra le équipe coinvolte.
Non spetta alla Federazione stabilire responsabilità. Spetta però alla società civile pretendere che ogni passaggio sia verificabile e documentato e che, se necessario, si rafforzino le barriere di sicurezza.
La fiducia nel sistema trapianti va tutelata
Il sistema dei trapianti si basa su un patto etico tra cittadini e istituzioni: la donazione di organi è un atto di straordinaria generosità che richiede un sistema impeccabile. Eventuali falle organizzative, se confermate, rischierebbero di minare la fiducia delle famiglie donatrici e dei pazienti in lista di attesa.
La trasparenza, in questo caso, non è un atto contro il sistema: è un atto a favore del sistema.
La posizione della Federazione LDM
La Federazione Lega Diritti del Malato:
- chiede che gli accertamenti tecnici si svolgano con la massima indipendenza e completezza;
- auspica che le risultanze ispettive e le conclusioni, nei limiti di legge, siano rese disponibili in modo chiaro;
- sollecita, se necessario, una revisione nazionale delle procedure per la conservazione e il trasporto degli organi pediatrici;
- ribadisce la centralità del diritto all’informazione e della piena trasparenza verso le famiglie.
Un dolore che impone responsabilità
La morte di un bambino non è mai solo un fatto clinico o giudiziario: è una ferita collettiva. La Federazione si stringe attorno alla famiglia con rispetto e discrezione, evitando ogni strumentalizzazione.
Ma proprio per rispetto verso quel dolore, chiediamo che nessun dubbio resti senza risposta. La salute e la sicurezza dei pazienti – soprattutto dei più fragili – devono restare al centro di ogni scelta sanitaria.
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