Pazienti cronici lasciati senza risposte: in Liguria nasce una nuova rete per la continuità delle cure

Pazienti cronici senza risposte nelle fasi più difficili: la Federazione Lega Diritti del Malato chiede percorsi certi

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Continuità assistenziale e tutela dei pazienti cronici

Pazienti cronici senza risposte nei momenti più difficili: servono percorsi certi e accessibili

Dalla Liguria una segnalazione riapre il problema della continuità delle cure. La Federazione Lega Diritti del Malato valuta la nascita di una sezione dedicata e invita professionisti sanitari e volontari a partecipare.

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La Federazione Lega Diritti del Malato ha ricevuto una segnalazione riguardante una persona affetta da una patologia cronica, già presa in carico da una struttura ospedaliera e sottoposta a un percorso terapeutico specialistico.

Secondo quanto rappresentato alla Federazione, durante una fase di riacutizzazione della malattia sarebbero stati effettuati diversi tentativi di contattare il reparto di riferimento, attraverso comunicazioni telefoniche e scritte, senza ottenere un riscontro tempestivo.

Di fronte all’aggravarsi dei sintomi, la persona interessata sarebbe stata costretta a rivolgersi al Pronto Soccorso per ricevere una prima assistenza e una terapia destinata a contenere la fase acuta.

Il problema non riguarda soltanto un singolo episodio. Riguarda il diritto di ogni paziente cronico a non essere lasciato senza orientamento proprio nel momento di maggiore fragilità.

Il Pronto Soccorso non può sostituire la continuità delle cure

Il Pronto Soccorso svolge una funzione indispensabile nelle emergenze e nelle situazioni acute, ma non può diventare l’unico punto di riferimento quando una persona già seguita da un reparto specialistico non riesce a ottenere indicazioni durante un peggioramento della propria patologia.

La Federazione non intende attribuire responsabilità a singoli medici, infermieri o operatori prima che i fatti siano stati verificati. La questione riguarda soprattutto l’organizzazione dei percorsi assistenziali e la capacità del sistema di accompagnare il paziente anche nelle fasi impreviste.

Una persona affetta da una malattia cronica dovrebbe ricevere informazioni chiare e comprensibili su:

  • quale servizio contattare in caso di riacutizzazione;
  • quale numero telefonico, indirizzo e-mail o canale digitale utilizzare;
  • quali informazioni comunicare al personale sanitario;
  • entro quali tempi la richiesta verrà presa in esame;
  • chi sostituisce il professionista referente quando non è disponibile;
  • quali sintomi richiedono l’accesso immediato ai servizi di emergenza.

Non è sufficiente prescrivere una terapia o programmare controlli periodici. La presa in carico deve comprendere anche la gestione delle riacutizzazioni e dei momenti nei quali il paziente e la sua famiglia hanno bisogno di essere orientati rapidamente.

La continuità assistenziale non è un favore

È una componente essenziale del diritto alla salute. Lasciare senza orientamento una persona durante una fase acuta può aumentare la sofferenza, il rischio di complicazioni e il ricorso ai servizi di emergenza.

La Federazione chiederà una verifica

Dopo l’acquisizione della documentazione e delle necessarie autorizzazioni, la Federazione Lega Diritti del Malato valuterà un intervento presso gli organismi sanitari competenti.

In particolare, sarà chiesto di verificare:

  1. quali canali siano riservati ai pazienti cronici già presi in carico;
  2. come vengano gestite le richieste durante le fasi di riacutizzazione;
  3. quali tempi di presa in visione siano normalmente previsti;
  4. quali procedure vengano attivate in assenza del medico referente;
  5. come venga garantito il raccordo tra reparto, medicina territoriale e Pronto Soccorso;
  6. quali interventi organizzativi possano evitare che altri pazienti rimangano senza risposte.

Verso una sezione dedicata in Liguria

La segnalazione ricevuta potrebbe non rappresentare un caso isolato. Per questa ragione, la Federazione Lega Diritti del Malato sta valutando la costituzione in Liguria di una sezione o di un gruppo di lavoro dedicato alla continuità assistenziale e alla tutela delle persone affette da patologie croniche, oncologiche, rare, invalidanti o ad alta complessità.

Il progetto avrà l’obiettivo di raccogliere segnalazioni, ascoltare pazienti e familiari, orientare le persone nei percorsi di tutela, favorire il dialogo con le strutture sanitarie e formulare proposte concrete alle istituzioni.

Non vogliamo creare uno spazio di contrapposizione tra cittadini e professionisti della salute. Al contrario, intendiamo costruire una rete nella quale pazienti, medici, infermieri, operatori sociosanitari, psicologi, assistenti sociali, caregiver e volontari possano collaborare per migliorare l’assistenza.

L’appello di Roberto Tedeschi

«La continuità delle cure deve diventare un impegno concreto e verificabile. Non possiamo accettare che una persona affetta da una patologia cronica venga presa in carico dal sistema sanitario e si ritrovi poi senza indicazioni durante una riacutizzazione.»

«Rivolgiamo un appello ai medici, agli infermieri, agli operatori sanitari, ai professionisti sociosanitari e ai volontari della Liguria. Abbiamo bisogno delle loro competenze e della loro esperienza per costruire un progetto serio, capace di ascoltare le persone e di proporre soluzioni realmente applicabili.»

Roberto Tedeschi
Responsabile federale
Federazione Lega Diritti del Malato

L’intervento di Davide Calza

«Questo progetto non deve limitarsi a denunciare ciò che non funziona. Deve aiutare concretamente le persone a comprendere i propri diritti, a presentare segnalazioni documentate e a individuare gli interlocutori competenti.»

«Vogliamo costruire in Liguria una rete aperta alla società civile, ai professionisti della salute e a tutti coloro che credono in un Servizio Sanitario capace di accompagnare il paziente nel tempo. La tutela della continuità assistenziale riguarda le persone malate e le loro famiglie, ma rappresenta un interesse fondamentale per tutta la collettività.»

Davide Calza
Responsabile federale
Federazione Lega Diritti del Malato

Cerchiamo professionisti e volontari

Per costruire una rete competente e concretamente utile alle persone, la Federazione invita a partecipare:

Medici Infermieri Operatori sociosanitari Psicologi Assistenti sociali Caregiver Volontari

La partecipazione potrà comprendere attività di ascolto, orientamento, analisi delle segnalazioni, studio dei percorsi assistenziali, predisposizione di proposte e confronto con le istituzioni.

La Federazione raccoglie testimonianze

Le persone affette da patologie croniche e i loro familiari possono segnalarci difficoltà incontrate nel contattare i reparti, nell’ottenere indicazioni durante le fasi acute o nel mantenere la continuità del proprio percorso terapeutico.

Ogni segnalazione sarà trattata con riservatezza. Nomi, dati sanitari e informazioni che rendano riconoscibili le persone interessate non saranno pubblicati senza una specifica autorizzazione.

La tua esperienza può fare la differenza

Non restare a guardare.
Aiutaci a costruire una sanità che non lasci indietro nessuno.

Sei un professionista sanitario o sociosanitario, un caregiver, un volontario oppure una persona che ha vissuto direttamente un problema di continuità assistenziale?

Metti la tua competenza, il tuo tempo o la tua esperienza al servizio della collettività.

Contattaci scrivendo a:

segreteria@legadirittidelmalato.it

Nell’oggetto indica “Adesione progetto Liguria” oppure “Segnalazione continuità assistenziale”.

Una voce può denunciare un problema.
Una rete unita può cambiare il sistema.

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