Chi chiude con il nuovo DPCM

Chi chiude e cosa è aperto nel DPCM in arrivo domani: salvi parrucchieri ed estetiste mentre chiudono in tutta Italia centri commerciali e musei. Chiusi anche i confini delle regioni più a rischio.

Cosa chiude e cosa resta aperto nel prossimo decreto è stato oggetto del discorso di Conte alla Camera dei deputati. L’impennata dei positivi costringe il Governo ad intervenire a pochi giorni dall’ultimo provvedimento: servono misure più restrittive e nuove chiusure.
Non si potrà più andare nei musei, alle mostre, nelle sale scommesse e nel fine settimana al centro commerciale, mentre restano aperti parrucchieri, centri estetici e negozi di abbigliamento (salvo misure più restrittive a livello regionale). Garantito il funzionamento di supermercati, farmacie e tabacchi anche se sta per scattare il coprifuoco nazionale a partire dalle 20/21. Ecco spiegato cosa chiude in tutta Italia e cosa, invece, è aperto con l’entrata in vigore del DPCM in arrivo domani.

Centri commerciali

Nuova stretta in tutta Italia ai centri commerciali: la chiusura imposta dal nuovo DPCM non è totale ma limitata al sabato, alla domenica e nelle festività nazionali. All’interno di centri e gallerie commerciali resteranno aperti solo supermercati, farmacie, parafarmacie e tabacchi.

Musei e mostre

Mostre e musei erano stati “salvati” dal DPCM del 24 ottobre, ma a partire dal 4 novembre Conte ne ha ordinato la chiusura su scala nazionale, come già previsto per cinema e teatri. I luoghi di cultura, infatti, sono occasione di aggregazione sociale.

Chiudono anche alcune regioni

A chiudere non sono soltanto centri commerciali e musei, ma anche le regioni più a rischio, quelle in cui l’indice Rt ha superato la soglia di 1,5 entrando nel cosiddetto “Scenario 4”. Ciò significa limiti agli spostamenti da e verso le regioni con più casi, come Lombardia, Campania, Lazio, Valle d’Aosta e Piemonte. La chiusura è vagliata dai presidenti di regione insieme al Ministero della Salute.
Inoltre i governatori possono stabilire restrizioni più severe di quanto previsto nel DPCM nazionale: quindi imporre la chiusura anticipata o totale delle (poche) attività ancora in funzione.

Cosa è ancora aperto

In tutta Italia restano aperti bar, locali, pizzerie e ristoranti fino alle 18.00, negozi di abbigliamento, supermercati, farmacie e parafarmacie, tabacchi, centri estetici e parrucchieri. Le regioni, però, hanno la libertà di imporre limitazioni orarie o la chiusura totale delle attività considerate pericolose per la salute pubblica.

Autore dell'articolo: Diritti del malato

movimento per il sostegno del malato attraverso il miglioramento del sistema sanitario.

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